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EVOLUZIONE DELLA TIPOLOGIA DELLE LESIONI TRAUMATICHE DA INCIDENTE STRADALE.

A. Costanzo - F. De Angelis (*).
(*) Istituto di Cinica Ortopedica e Traumatologica dell’Università degli Studi di Roma "La Sapienza".


                                              

 

INTRODUZIONE

 

Negli ultimi dieci anni si sono susseguiti, ad opera delle più disparate associazioni od enti, rapporti ed indagini clinico-statistiche riguardanti l’evoluzione degli incidenti della strada. In alcuni Paesi le osservazioni effettuate sono state elaborate con il preciso intento di migliorare la sicurezza stradale.

Però anche nel caso di associazioni valide quali la C.E.M.T. (Conférence Européenne des Ministres des Transports), che racchiude le esperienze di numerosi Paesi, ci troviamo di fronte a situazioni estremamente variegate a seconda dei fattori geografici e socio-economici proprie di ogni Nazione.

Le condizioni climatiche, la composizione del parco macchine, l’organizzazione del traffico, la presenza di traffico internazionale e turistico, la densità e la qualità del sistema stradale, la qualità delle programmazioni sul territorio, la densità della popolazione, il comportamento dei conducenti, le autovetture nonché lo stile di vita rappresentano alcune delle variabili cui dobbiamo far riferimento in ogni indagine clinico-statistica.

La nostra indagine vuole essere un excursus lungo gli ultimi dieci anni, cioè dalla fondazione della Società Italiana di Traumatologia della Strada ad oggi, considerando le esperienze degli altri Paesi e rapportandole alle indagini clinico-statistiche da noi effettuate riguardanti l’evoluzione della tipologia delle lesioni traumatiche da incidente stradale.

 

 

 

DISCUSSIONE

 

Dall’analisi dei dati statistici relativi ai Paesi CEE in generale si riscontra una riduzione del livello assoluto degli incidenti. I tassi medi annui nel periodo 1970-1991 consentono di osservare le evoluzioni dei diversi Paesi in un intervallo di tempo consono.

Gli esempi più eclatanti risultano essere la Danimarca in cui, grazie all’adozione di provvedimenti che riducessero drasticamente entro il 2000 il numero dei morti, si è avuta una contrazione annua del 3.8% dell’incidentalità stradale; e la Spagna, che con il Portogallo, a causa di una fase di crescita rapida della motorizzazione, ha avuto un netto incremento (3.8%) degli incidenti stradali.

Al fine di un ulteriore approfondimento delle tematiche internazionali sull’incidentalità, conviene osservare il numero dei decessi che riflette sostanzialmente le considerazioni su esposte (Fig. 1).

Per un’analisi più dettagliata su ciò che accade in Europa ci siamo avvalsi dei dati della C.E.M.T., considerando gli anni 1980, 1989, 1990 e 1991.

Abbiamo preso come Paesi di riferimento l’Italia, il Regno Unito, la Francia, la Germania, che possiedono un parco autovetture notevole e sono tecnologicamente tra le nazioni più evolute; la Svezia, che rappresenta per ciò che riguarda la sicurezza, uno dei paesi più progrediti; l’Olanda, la Spagna, la Polonia e la Turchia che per i loro aspetti culturali ed economici sono completamente diverse tra loro.

Da quanto si evince dalle Fig. 2 e 3, relative al numero delle vittime (morti + feriti), mentre per i paesi tecnologicamente più evoluti si riscontra una netta riduzione dei casi, per l’Italia, la Spagna e la Turchia è presente un più o meno netto aumento.

Per ciò che riguarda i deceduti (non oltre i 30 giorni), a parte una diminuzione iniziale sembra che la situazione si sia stabilizzata negli ultimi anni o che addirittura si debba prevedere un’inversione di tendenza (Fig. 4 e 5).

In effetti i dati riguardanti l’Italia relativi all’anno 1991 ci fanno notare un aumento dei decessi (circa 8.000).

Il numero dei veicoli in circolazione risulta aumentato dovunque, ad eccezione della Turchia (Fig. 6 e 7).

Le conclusioni più importanti che si possono trarre da questa prima analisi dei dati riportati sono le seguenti:

- in quasi tutti i Paesi a fronte di un aumento del parco circolante c’è una diminuzione delle vittime:

- per la Turchia tale situazione è completamente ribaltata;

- in Italia si riscontra invece una lieve inversione di tendenza e quindi un aumento dei decessi.

A questo punto analizziamo più dettagliatamente la situazione italiana, prendendo in esame alcuni particolari aspetti dell’incidentalità stradale.

Gli incidenti stradali sono ammontati nel 1991 a quasi 151.000, circa 413 sinistri ogni giorno. Nel 1970 il numero assoluto di incidenti era pari a 173.000 e quindi nel periodo si osserva una diminuzione media annua del 0.7%. Il numero dei deceduti si riduce, dal 1970 al 1991, da 10.208 a 6.340, mentre il numero dei feriti rimane stabile (circa 220.000) (Fig. 8).

Volendo definire un indicatore della pericolosità degli incidenti riferito all’uomo che può essere determinato dal rapporto calcolato tra il numero dei morti (M) ed il numero degli infortunati (morti + feriti (F)):

Ig=M:(M+F)x100.

Questo indicatore evidenzia una costante riduzione della gravità dell’incidente stradale nel periodo considerato, dovuta certamente allo sviluppo tecnologico mirato ad aumentare la sicurezza degli autoveicoli.

Come si evince dalla Fig. 9 il pedone rappresenta l’entità più debole tra le persone coinvolte nell’incidente stradale, nonché per lo stesso permane a tutt’oggi un elevatissimo rischio di morte (Ig=5.3%).

L’incidentalità stradale nelle aree urbane italiane (Fig. 10) è lievemente diminuita in termini assoluti dal 1970. Erano infatti circa 124.000 gli incidenti all’inizio degli anni settanta mentre sono stati rilevati circa 110.000 sinistri nel 1991: si segnala un decremento dello 0.5% che in rapporto all’aumento del parco circolante va interpretato nel senso di una drastica caduta.

Per ciò che riguarda i decessi ed i feriti valgono le stesse considerazioni, per cui la contrazione verificatasi è da considerarsi molto positiva alla luce della notevole crescita del volume di circolazione.

Rispetto al numero complessivo degli incidenti stradali quelli che si verificano nell’ambiente autostradale attualmente risultano intorno al 6%.

Dal 1970 al 1991 gli incidenti autostradali sono annualmente aumentati in termini assoluti del 4.1% in quanto il volume di circolazione autostradale è aumentato negli anni considerevolmente; pertanto anche decessi e feriti sono aumentati di conseguenza (Fig. 11).

Circa la sicurezza degli autoveicoli abbiamo voluto analizzare gli scontri frontali verificatisi negli anni 1970 e 1990, ciò perché riteniamo che la diversità degli esiti derivanti da questo tipo di incidente rappresentino fedelmente il miglioramento della tecnologia nel campo della costruzione dei veicoli e della sicurezza passiva.

Dalla disamina dei dati risulta che nel 1970 su circa 4.500 incidenti configurati in scontri frontali oltre il 24% aveva esito mortale. Nel 1990 pur essendo aumentato ad oltre 6.000 il numero degli scontri frontali è diminuito a poco più del 12% il numero degli incidenti mortali (Fig. 12).

Le statistiche sull’incidentalità stradale offrono l’opportunità di osservare come nel tempo sia aumentata considerevolmente la presenza della donna nella società e nel mondo del lavoro.

La donna pertanto è attualmente più presente come elemento passivo-attivo della sinistrosità stradale; tutto ciò si evince nella Fig. 13 dove si riscontra durante il periodo 1970-1990 un netto aumento di donne decedute e ferite negli incidenti stradali.

Un fenomeno che sta assumendo proporzioni notevoli e che ha suscitato interesse per i suoi riflessi sociali è l’incidentalità del sabato sera.

Un’indagine ISTAT-ACI relativa all’anno 1991, rivela l’alta pericolosità di questo tipo di incidenti (355 morti su 3.982 sinistri) e che la maggior parte degli incidenti mortali si addensa tra le ore 1 e le 4 del mattino (Fig. 14).

Vogliamo a questo punto effettuare alcune considerazioni derivanti da uno studio effettuato nei quattro mesi precedenti e seguenti il 26 aprile 1989, data sotto la quale è scattato l’obbligo dell’uso delle cinture di sicurezza.

Volutamente non abbiamo analizzato i dati successivi all’agosto 1989, in quanto in quell’epoca si era già allentata la pressione, da parte dei mass-media e delle Forse dell’Ordine, sull’obbligo dell’uso delle cinture di sicurezza, limitandoci a considerare il periodo più attendibile per quanto riguarda l’osservanza della nuova legge.

I dati analizzati si riferiscono ad incidenti avvenuti a Roma e provincia, che hanno prodotto almeno un ferito e per i quali almeno ad un conducente, sia pure a scopo cautelativo, sia stata ritirata la patente.

Nella nostra casistica, per quanto riguarda la sede della lesione prevalente per tutti gli occupanti le autovetture, si riscontra che nel periodo considerato successivo al 26-4-89 diminuiscono le lesioni al capo ed agli arti inferiori, mentre aumentano quelle a carico degli arti superiori e più ancora del tronco.

Esaminando in particolare la sede della lesione per i conducenti si è notato che interessavano per la maggior parte degli arti inferiori (37% circa) subito seguita dalle lesioni al capo (25% circa), con più ridotta incidenza delle lesioni agli arti superiori (16% circa) ed alla colonna (25% circa). Dopo il 26-4-89 si riducono in misura consistente le lesioni agli arti inferiori, e del 28% circa quelle del capo, aumentano invece in misura marginale le lesioni agli arti inferiori, e del 28% circa quelle del capo, aumentano invece in misura marginale le lesioni agli arti superiori e del 100% le lesioni al tronco.

L’influenza dell’uso delle cinture di sicurezza ha determinato effetti positivi sugli occupanti i posti anteriori, unici soggetti all’obbligo; il risparmio percentuale nei decessi è stato del 2% circa per quanto riguarda il posto di guida e del 5% circa per il posto a fianco del conducente.

Purtroppo, come già detto, l’uso delle cinture di sicurezza è andato scemando fino ad arrivare ad una utilizzazione limitata alla sola rete autostradale.

Vogliamo in conclusione riportare alcuni dati sulla sinistrosità stradale che illustrano con efficacia la situazione attuale: in Italia si verificano 10.661 incidenti stradali al giorno, 444 ogni ora. Quattrocentoventi incidenti al giorno provocano danni alle persone: secondo l’Istat nel 1993 i feriti sono stati 592 al giorno, i morti 18. Ma i dati raccolti dalla Polizia Stradale e dai Carabinieri nei primi otto mesi del 1994 indicano un preoccupante peggioramento: da gennaio ad agosto si sono verificati 107.000 incidenti con danni alle persone con 3.027 morti e 79.294 feriti (Alessi, 1994).

La SOC.I.TRA.S ha contribuito costantemente, lungo l’arco di dieci anni, alla divulgazione dei problemi inerenti la traumatologia della strada e gli aspetti ad essa correlati.

Nel nostro lavoro abbiamo voluto, nello spirito della Società, acquisire dati che potessero essere utilizzati per valutare la sinistrosità stradale e soprattutto per individuare una spiegazione stradale e soprattutto per individuare una spiegazione tecnica alle cause dell’incidente, allo scopo di poter suggerire le opportune modifiche di normativa della circolazione e del mezzo meccanico per ridurre la gravità delle lesioni.

In effetti l’acquisizione degli elementi che stabiliscono la causa che ha provocato il danno è necessaria per poter intervenire nelle aree medica, tecnica e giuridica, al fine di suggerire le integrazioni alle normative vigenti, le modifiche al mezzo meccanico e le innovazioni alle infrastrutture ed alla segnaletica stradale.

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

- ACI-ISTAT, "L’incidentalità stradale attraverso le statistiche. Anni 1970-1991", Edizione 1992, n. 2.

- Alessi R., "La sicurezza stradale come valore e risorsa". 50ma Conferenza del Traffico e della Circolazione, Stresa 5-7 ottobre 1994.

- CEMT, "Rapport statistique sur les accidents de la route en 1991", Paris, 1993.

- Costanzo A., Orsi G., "Rilevazioni statistiche dell’incidentalità: strumenti informativi di base medico-tecnico-normativi per una politica della sicurezza". 50ma Conferenza del Traffico e della Circolazione, Stresa 5-7 ottobre 1994.

- Costanzo A., De Angelis F., Giangrande M., La Medica C., "Methodology designed to evaluate the seriousness of physical injuries in relation to the mechanism of road accidents". XXV FISITA Congress, Beijing, 17-21 october 1994.

- Greco M.A., "La rilevazione statistica degli incidenti: gli strumenti informativi di base per una politica della sicurezza". 50ma Conferenza del Traffico e della Circolazione, Stresa 5-7 ottobre 1994. 

 

 

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