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PREVENZIONE DELLE LESIONI TRAUMATICHE CARATTERISTICHE DI ALCUNI SPORTS AUTOMOBILISTICI. L’ABITACOLO DI SICUREZZA.

L. Albanese (*), G. Menichetti (**).
(*) Dipartimento di Scienze Motorie, Università di Genova.
(**) Istituto di Medicina dello Sport F.M.S.I., Genova.

                                              


 


Il problema della sicurezza nell’automobilismo sportivo si articola in due principali aspetti che riguardano il pilota e la vettura.

I mezzi che dispone il pilota per proteggersi da eventuali incidenti sono il casco e la tuta che devono essere omologati in base a specifiche norme tecniche emesse dall’autorità sportiva. La tuta ed il sottotuta devono rispondere a precisi standard ignifughi. La sicurezza delle vetture da corsa è parimenti regolamentata con precise disposizioni che interessano in pratica gran parte del mezzo.

Ad esempio, vi sono disposizioni che regolamentano il circuito frenante, i vetri e le serrature che devono essere rinforzate, il sistema estinguente il fuoco (estintori), i serbatoi del carburante (attualmente si preferisce costruirli in gomma in quanto è garantita una maggior deformabilità e quindi un minor rischio di esplosioni in caso di urto violento), le cinture di sicurezza (con ancoraggio del pilota a 5 o 6 punti), i rinforzi laterali alle portiere per evitare intrusioni, la presenza all’estemo e in posizione ben accessibile di un interruttore che interrompa il circuito elettrico, la perfetta tenuta dell’abitacolo da eventuali fuoriuscite di liquidi o di gas dal motore o dal serbatoio, fissaggio del sedile etc. etc.

Un cenno a parte merita il cosiddetto "roll-bar" che sappiamo essere quell’insieme di tubi posti a protezione dell’abitacolo in caso di ribaltamento.

Nelle vetture monoposto è solamente un tubo d’acciaio ricurvo posto al di sopra della testa del pilota; in effetti il pilota di formula è protetto, lateralmente e fino all’altezza del mento, dalla carrozzeria che, oltre alle cinture, concorre in modo determinante ad evitare la fuoriuscita degli arti superiore al di là della carrozzeria in caso di urto violento.

Nelle altre vetture (turismo, rally, slalom etc.) il roll-bar diventa parte integrante della scocca, garantendo a questa anche una maggior rigidità. Il roll-bar deve sopportare un carico pari a 1 e 1/2 il peso della vettura lateralmente, 7 volte 1/2 sul piano verticale, 5 volte e 1/2 sul piano longitudinale.

I regolamenti sportivi di alcuni paesi (U.S.A. e G. B.) impongono a questo genere di vetture una protezione posta nel finestrino del pilota (solitamente una rete di nailon) che impedisca l’uscita degli arti superiori in caso d’incidente. I piloti però si lamento di avere disturbata la visione laterale!.

Vi mostro ad esempio due test che si compiono routinariamente presso il centro Sicurezza FIAT-Auto S.p.a.

- Test di caduta dall’alto sullo spigolo anteriore del tetto in autovettura con roll-bar (fig.1)

- Test sul ribaltamento dinamico (fig.2)

- Autovettura: mod. delta 4WD Rally, gruppo A Abarth, peso in prova 1130Kg

- Scopo dello studio: Controllare l’efficacia dei vincoli degli estintori e della ruota di scorta.

- Modalità di prova: ribaltamento dinamico alla vel. di 48,3 Km/h secondo lo Std.208 USA.

Ed infine la documentazione di un incidente occorso alla coppia Cerrato Cerri che dimostra l’estrema violenza dell’urto ma la sostanziale tenuta dell’abitacolo in caso di urto laterale. (fig.3)

Ne consegue che gli sforzi fatti dai team che partecipano alle varie competizioni automobilistiche a partire dal kart per arrivare alla formula uno hanno conseguito il difficile risultato di ridurre le temibili conseguenze dallo schiacciamento del tronco (collo-torace-addome-bacino) o degli arti (spalla-braccio-avambraccio e mano), ai traumi minori ed alle distorsioni cervicali, dorso-lombari (livello del segmento mobile della C.V.).

 

 

 

 

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