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LE LESIONI TRAUMATICHE DEL POLSO E DELLA MANO IN TRAUMATOLOGIA STRADALE. CONSIDERAZIONI CLINICO- STATISTICHE G. Albo, R. De Felice, F. Albo (*).
Abbiamo raffrontato i dati statistici concernenti le lesioni traumatiche del polso e della mano rilevati nel 1988, con i dati rilevati nel 1993 presso il Pronto Soccorso Ortopedico del Policlinico Umberto I di Roma. Abbiamo scelto questi due periodi in quanto nel primo a differenza del secondo, non era ancora obbligatoria la cintura di sicurezza (introdotta il 27.4.89). Abbiamo inteso fare questo confronto per evidenziare una eventuale variazione della tipologia delle lesioni traumatiche a seguito dell'uso della cintura di sicurezza. Abbiamo riscontrato un aumento numerico delle lesioni a carico dell'arto superiore sia in senso assoluto che relativo. Ben sapendo che in città pochi indossano la cintura di sicurezza abbiamo cercato di raggruppare i casi in cui la presenza delle cinture era certa, in quanto riferita dal paziente o dai suoi congiunti in modo attendibile. Abbiamo notato a carico del polso un leggero aumento della traumatologia, il 5% in più, e un considerevole aumento, circa il 15% in più, a carico della mano. La maggiore frequenza a carico della mano è per noi rapportabile al meccanismo d'azione dell'incidente., che è consistito prevalentemente in collisione frontale o in tamponamento attivo. Nella determinazione dell'incidente concorrono vari fattori: - la violenza dell'impatto; - la direzione variabile delle forze, mediate dagli elementi di sicurezza passiva della macchina, che si estrinsecano all'interno dell'abitacolo; - lo spazio di ammortizzamento dell'urto, particolarmente importante per l'arto superiore; con questo termine intendiamo lo spazio determinato anteriormente dalla struttura indeformabile dell'abitacolo e posteriormente dalla porzione raggiungibile in base alla possibilità di flessione del tronco consentita dalla cintura. L'uso delle cinture ha infatti determinato questo nuovo fattore da prendere in considerazione: lo spazio di ammortizzamento, diverso tra guidatore e passeggero. Su questo interviene la reazione di difesa istintiva dell'automobilista al momento dell'impatto. Reazione che è più frequnete nelle collisioni o nei tamponamenti attivi, in cui l'automobilista ha maggiormente l'aspettative dell'incidente (Fig. 1). Lo spazio di ammortizzamento dell'urto è minore per il guidatore per la presenza del volante e maggiore per il trasportato per la presenza dinanzi a questi solo del cruscotto. Lo spazio di ammortizzamento minore determina più frequentemente lesioni traumatiche nella zona dell'articolazione radio-carpica, mentre lo spazio di ammortizzamento maggiore determina prevalentemente lesioni a carico delle dita. Le lesioni pià frequenti sono le fratture dei metacarpi, delle falangi, dello scafoide, le rotture del tendine estensore alla IFD. Non presenteremo certo queste comuni e conosciute lesioni che avrebbero di caratteristico solo l'eziologia, ma delle lesioni che fino a poco tempo fa erano generalmente causate da altri meccanismi traumatici e che ora si osservano con sempre maggiore frequenza nella traumatologia stradale.
- Paziente di 25 anni: frattura pluriframmentaria dell'estremità distale del radio, a sin., con grave traslazione della mano. La pluriframmentarietà del radio ha orientato verso una riduzione incruente con immobilizzazione tradizionale in apparecchio gessato. Meccanismo di tamponamento attivo. Il p. era alla guida della propria vettura.
- Paziente di 33 anni; frattura pluriframmentaria di radio con lussazione dorsale del carpo a destra, giunto al nostro P.S. per controllo del gesso (era stato trattato in altra sede), intervento di riduzione e sintesi percutanea con due K. Meccanismo di tamponamento attivo. Il p. alla guida dell'auto.
- Paziente di 27 anni; lussazione transcafo-perilunare del carpo a destra,; riduzione e sintesi con due K. percutanei. Meccanismo di scontro frontale. Il p. era alla guida.
- Paziente di 40 anni; dopo l'incidente stradale presentava persistente dolore al polso con modesta tumefazione e rdx. apparentemente negative. Eseguita TC che mostra rima di frattura alla base del processo uncinato. Meccanismo di tamponamento attivo. Il p. era trasportato sul sedile anteriore.
- Paziente di 27 anni, con frattura del 4-5 metacarpo a sin., giunto da noi dopo 28 giorni per una grave lesione all'arto inferiore destro. Era stato trattato in una Divisione Chirurgica dove era stata eseguita una prima amputazione dell'avampiede ed una successiva, più prossimale, che aveva risparmiato parte del calcagno; era presente una grave infezione del moncone. Trattamento incruento della frattura alla mano sin. e regolarizzazione del moncone con plastica cutanea. Meccanismo di tamponamento attivo. Il p. era trasportato sul sedile anteriore (Fig. 2-3-4).
- Paziente di 21 anni; frattura della testa del 2 metacarpo, lussata dorsalmente, come viene suggestivamente evidenziato dalla TC 3D. Riduzione e sintesi a cielo aperto con un K. Il p. era alla guida.
- Paziente di 38 anni. Frattura 3 -4 metacarpo. Riduzione e sintesi con 2 K. Tamponamento attivo-trasportato.
- Paziente di 30 anni; il p. trasportato, teneva la mano appoggiata sullo sportello; presentava una rara lussazione del V metacarpo sia nella carpo-metacarpale che nella metacarpofalangea. E' stata necessaria la riduzione cruenta per via anteirore per la lussazione MF, mentre la lussazione basale è stata ridotta e sintetizzata con un K. Scontro frontale.
- Paziente di 50 anni; lussazione senza frattura della base del I metacarpo a destra: riduzione e gesso. Scontro frontale. Guidatore.
- Paziente di 48 anni. Meccanismo scontro frontale. Guidatore. Rottura del legamento collaterale ulnare 1 dito a destra. Il pollice, appoggiato sul volante, è stato abdotto con violenza a seguito dell'urto, ripetendo il meccanismo traumatico provocato dal cinturino nella caduta dagli sci. Reinserzione e pull out.
Sulla base della casistica osservata possiamo dire che la risultante delle forze applicate all'interno dell'abitacolo a seguito dell'incidente ha determinato un aumento numerico delle lesioni a carico dell'arto superiore e una sempre maggiore distalizzazione di queste, unitamente a una riduzione delle loro gravità. Abbiamo anche osservato con una certa frequenza delle lesioni a carico della mano che prima erano di osservazione assai rara nella traumatologia stradale. Sono più frequenti, le lesioni associate all'arto inferiore, in particolare a carico del piede. Dal punto di vista della prevenzione è molto difficile attuare accorgimenti che possano prevenire il verificarsi di queste lesioni del polso e della mano. E' possibile comunque che un aiuto alla prevenzione possa provenire dall'adozione obbligatoria dell'air bag.
RIASSUNTO
Gli AA. riportano la casistica di lesioni del polso e della mano osservata presso il P.S. Ortopedico del Policlinico in due anni, prima e dopo l'obbligatorietà delle cinture di sicurezza. Hanno osservato una maggiore frequenza di queste lesioni nel secondo periodo euna maggiore distalizzazione di queste nel passeggero rispettoi al guidatore, per il maggiore spazio di ammortizzamento. Maggiore anche la frequenza delle lesioni associate, in particolare a carico del piede.
BIBLIOGRAFIA
- BENKE G. J., STABLEFORTH P. G.: Injuries of the proximal interphalangeal joint of the fingers. The hand, 11, 3, 263-268, 1979
- BARTON N. J., Fractures of the hand. J. Bone Joint Surgery, 66/B, 159-167, 1984.
- LETIZIA G.,. Lesioni dell’apparato locomotore in traumatologia della strada. Minerva Medica, Torino, 1976.
- ROMANINI L., BECELLI S., COSTANZO A., Inchiesta-campione sul numero, tipo, entità e cause delle lesioni traumatiche. Relazione al LVIII Congresso della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, Roma, 1973.
- ZUPPICHINI F., Le cinture di sicurezza nei traumi stradali. Morelli ed., Verona, 1986.
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