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TIPOLOGIA DELLE LESIONI TRAUMATICHE DA INCIDENTE STRADALE. INDAGINE DI UN ANNO PRESSO UNA SEZIONE PROVINCIALE DI POLIZIA STRADALE E PRONTO SOCCORSO DI OSPEDALE GENERALE. C.
Angelini (*), M. La Manca (**).
PREMESSA
Stabilire una correlazione esatta fra incidente stradale e tipo di lesione traumatica è un’impresa ardua poichè entrano in gioco molte variabili che impediscono la soluzione " sic et simpliciter " del quesito posto. Una elaborazione di dati è necessaria e si avvle del metodo statistico, l’unico in grado di avvicinarsi alla realtà dei fatti. I dati potrebbero essere ricavati dalle cartelle cliniche dei ricoverati presso un reparto ortopedico- traumatologico presso il quale lavoro ma le notizie anamnestiche circa la dinamica dell’incidente sono sempre frammentarie per il prevalente indirizzo terapeutico della struttura ospedaliera. Inoltre non tutti i traumatizzati della strada vengono ricoverati in reparto ortopedico. Per questi motivi si è resa indispensabile la collaborazione di chi raccoglie minuziosamente tutte le notizie riguardo agli elementi che costituiscono l’incidente stradale, in questo caso la Polizia Stradale. Pertanto si sono controllati anonimamente tutti i fascicoli degli incidenti stradali in un anno preso come campione (nel caso specifico il 1993). Si sono esclusi quelli senza lesioni fisiche riportate volendo sempre mantenere un indirizzo clinico all’indagine. Per dare ordine alla ricerca si sono usate le schede di rilevazione degli incidenti stradali e di rilevazione delle lesioni traumatiche [ l ]. Altre pubblicazioni sono state di ausilio per focalizzare gli obiettivi dell’indagine [ 2 ], [ 3 ].
RILEVAZIONE DEI DATI
Sono stati esaminati tutti i parametri delle schede summenzionate. Per ognuno di questi si sono avuti i seguenti risultati. Orario: la frequenza degli incidenti mostra 2 picchi verso le ore 11 - 12 e verso le ore 17-18 (Fig 1). Diaria: vi è una leggera prevalenza del Giovedì (Fig 2). Mensilità: aprile è stato il mese più sfortunato (Fig 3). Luogo: decisamente più frequenti gli incidenti occorsi sulle strade urbane rispetto alle extraurbane ed autostrade (Fig. 4). Traffico: si veda orario. Manto stradale: generalmente riscontrato essere senza anomalie. Condizioni ambientali: maggior frequenza degli incidenti con il bel tempo. Causa presunta: mancata precedenza ed eccesso di velocità, seguite dalla inosservanza della distanza di sicurezza e dal sorpasso, sono le violazioni del codice stradale più frequenti(Fig. 5). Natura: ha visto prevalere lo scontro fronto-laterale sul tamponamento e la fuoriuscita di strada (Fig. 6). Veicoli coinvolti: sono stati autovetture nel 78%, moto 8%, bici 8%. Lo scontro più frequente è stato fra auto ed auto(42%), seguito da auto e bici (12%),auto e moto (8%). Cilindrata: in media per le auto è stata di 1403 cm3, per le moto 99 cm3, per gli autocarri 3125 cm3, per i pochi autotreni 14447 cm3. Immatricolazione: in media risaliva,al momento dell’incidente, da 5 anni. Danni prevalenti: a carico della carrozzeria. La parte del veicolo più frequentemente coinvolta è stata quella anteriore seguita dalla posteriore, dalla laterale sinistra e destra. Presunte inefficienze: sono state quasi del tutto irrilevanti. Dispositivi di sicurezza: nei fascicoli non risultano irregolarità ma non è stato possibile stabilire con certezza se le persone coinvolte indossavano o no le cinture di sicurezza. Circa le persone coinvolte e ferite come conducenti, nel 71 % dei casi erano alla guida di autovetture, nell’11 %di moto, nel 10% di bicicletta. Il sesso era prevalentemente maschile (73%). L’età dei conducenti infortunati è stata di 39 anni in media. Erano proprietari del veicolo in più della metà dei casi. La patente era stata rilasciata in media 10 anni precedentemente al trauma. I trasportati feriti sono stati il 56% del totale dei trasportati. Complessivamente i trasportati erano femmine nel 59% con un’età media di 33 anni. I pedoni coinvolti sono stati il 2,2% di tutte le persone coinvolte negli incidenti e sono stati tutti feriti. Veniamo ora alla descrizione delle lesioni riportate. Il capo è stato il distretto corporeo più colpito, seguito dal viso, dal collo, dal torace, ginocchio, gamba, mano e piede. Per il capo la contusione è stata la lesione più frequente, per il viso la contusione e la ferita, per il collo il colpo di frusta, per il torace la contusione, la frattura costale e la frattura dello sterno, per il ginocchio la contusione, per la gamba la contusione e la frattura, per il piede la contusione e la frattura. Le fratture più frequenti riscontrate sono state a carico della gamba, clavicola, viso, coste, diafisi femore, polso, caviglia, piede, sterno, omero, rachide cervicale, mano, collo femore ed acetabolo in ordine decrescente. La prognosi è stata in media di 16 giorni. I decessi si sono verificati nel 4,71% degli incidenti, i politraumatismi nel 9% degli incidenti. A seconda del tipo di veicolo coinvolto le lesioni sono state per gli occupanti l’autovettura a carico prevalente del capo, viso, collo; per i motociclisti a carico del capo; per i ciclisti in ordine decrescente a carico degli arti inferiori, del capo, degli arti superiori; per i pedoni a carico del capo, clavicola, arti; per gli occupanti gli autocarri lesioni prevalenti a carico degli arti inferiori. A seconda della natura si è constatato che gli incidenti più gravi in ordine decrescente si sono avuti per uscita di strada, scontro frontale, investimento pedone, scontro frontale laterale e tamponamento. Dei decessi questi si sono verificati in conducenti autocarri, motociclisti, conducenti e trasportati d’auto, pedoni in ordine decrescente. In base alla causa presunta la mancata precedenza ha dato origine allo scontro frontale laterale; la mancata osservanza della distanza di sicurezza al tamponamento; distrazione, sorpasso, velocità allo scontro frontale; eccesso di velocità alla fuoriuscita di strada. Dalla natura degli incidenti si risale ai dati soprammenzionati. La parte coinvolta del veicolo dipende dalla natura dell’incidente; si risale così al tipo di lesione. Si è avuto un coefficiente di ripetibilità lesiva (numero di lesioni diviso il numero dei traumatizzati) uguale a 2,019 sapendo che in autostrada generalmente è di 3,15.
CONSIDERAZIONI E CONCLUSIONI
Gli incidenti stradali nella provincia di Vercelli vengono registrati da carabinieri, vigili urbani e polizia stradale. Presso quest’ultima Forza dell’Ordine si sono controllati i dati relativi agli incidenti occorsi su strade per lo più urbane ed extraurbane. La ricerca quindi non è completa di tutti gli incidenti in provincia ma parziale; cionondimeno è indicativa di una omogeneità di risultati. Questi ci dicono che genericamente: - il mezzo meccanico sul quale viaggia l’utente è affidabile grazie al miglioramento della tecnologia,della ricerca,del benessere ecc.; - le strade sono curate; - le condizioni ambientali,sebbene favorenti,non sono determinanti per la gravità degli incidenti; - le lesioni più frequenti sono a carico del capo,viso,collo,torace seguiti da quelle a carico degli arti inferiori; - la fuoriuscita di strada, lo scontro frontale, l’investimento di pedone procurano le lesioni più gravi, a volte mortali; - la maggior parte degli incidenti dipendono da eccesso di velocità, mancata precedenza (specie in città), tamponamento (in autostrada e città); - l’automobilista è protetto da abitacolo,appoggiatesta,cinture di sicurezza (se le usa),ed eventualmente da airbag; - il motociclista è protetto dal casco; - il ciclista (in genere anziano) ed il pedone sono a volte ostacoli improvvisi e privi di difese. Ne consegue che per ridurre la percentuale degli incidenti e/o la loro gravità potrebbero essere effettuati: - un maggior sviluppo di piste ciclabili ed isole pedonali; -una scrupolosa osservanza dei limiti di velocità e della segnaletica stradale; - una riduzione della velocità specie in condizioni climatiche avverse e nelle ore di punta del traffico; - un utilizzo dei sistemi di sicurezza (cinture di sicurezza ed airbag nell’auto,casco per il motociclista); - un eventuale utilizzo del casco anche in autovettura.
BIBLIOGRAFIA
[ l ] Costanzo A., Bucchirione N., D’Emilia G.:L’incidente autostradale. Analisi dell’entità delle lesioni in rapporto ai fattori determinanti. Atti del Convegno e del 2 Congresso Nazionale SOCITRAS, Ravenna,14-15 maggio 1988, pag 210.
[ 2 ] De Sanctis N., Razzano E., Nunziata Rega A.:Aspetti clinico-statistici dei traumi della strada in età pediatrica: criteri di prevenzione.Stessi Atti del punto l, pag. 314.
[ 3 ] Mollica Q., Gangitano R., Longo G., Avarotti E.: Dati clinico-statistici negli incidenti stradali. Stessi Atti del punto l, pag.221.
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