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INCIDENTE E FATALITà.

A. Costanzo, F. De Angelis, M. Soriani, C. La Medica (*)
(*) Istituto di Clinica Ortopedica e Traumatologica dell’Università degli Studi di Roma "La Sapienza".

 

                                              
 

INTRODUZIONE

 

L’organismo umano si è evoluto per migliaia di anni in un ambiente periodico per quanto riguarda l’alternarsi del buio e della luce. Pertanto, l’esistenza dei ritmi circadiani è stata documentata sia nella complessità della specie umana che in organismi più semplici come le alghe unicellulari.

Con la massima probabilità essi si verificano come conseguenza di spostamenti dei punti di riferimento dei sistemi di controllo che li regolano: inoltre sono sottoposti all’influenza di sincronizzatori ambientali ("zeitoeber") che possono modularli in un ristretto ambito temporale (ritmi circadiani: 24 ore +/- 4 ore).

La vita moderna, con il suo andamento accelerato, con i suoi rapidi cambiamenti e con la creazione di ambienti artificiali può di frequente incidere su tali ritmi con risultati poco conosciuti.

Nell’uomo la ritmicità circadiana è una caratteristica saliente di parecchie funzioni corporee tra cui la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca, la temperatura corporea, il ciclo sonno-veglia (ritmo nictemerale) ecc.

Molti dei ritmi corporei, inoltre, presentano periodi più lunghi di 24 ore, per esempio il ciclo mestruale.

L’origine di tali fenomeni, nonché la presenza di "orologi biologici", rimane oscura.

 

 

 

DISCUSSIONE

 

Ognuno di noi è sottoposto, dal momento della propria nascita, all’influenza di un ciclo biologico che governa le sue energie, articolato in tre componenti fondamentali: la componente Fisica, quella Emotiva ed infine, quella Intellettiva.

Ognuna di queste tre componenti segue un suo proprio ritmo, partendo dalla fase iniziale, detta anche punto O, per giungere, con un picco positivo, al livello massimo e poi declinare fino al punto O ed oltre, con un picco negativo.

Una sinusoide rappresenta bene l’andamento del ritmo biologico di un individuo (fig. 1) e, sapendo che la componente Fisica ha un ciclo di 23 giorni, quella Emotiva di 28 e quella Intellettiva di 33, si vede come il punto O si verifichi in 11 giorni e 1/2 per la componente fisica, 14 giorni per quella emotiva, 16 e 1/2 per la intellettiva (Fig. 2).

E questo per tutta la vita di una persona.

Scopo di questo lavoro è di dimostrare una correlazione fra il trovarsi in giorni in punto O, detti "critici", o in fase del tutto negativa ed il verificarsi di incidenti stradali.

Per comodità, le fasi del bioritmo sono indicate con A, B, C, D, secondo una sequenza in discesa dalla fase positiva A, a quella francamente negativa D, mentre i giorni critici sono indicati con E.

Sono stati presi in considerazione solamente i conducenti di autoveicoli e motoveicoli coinvolti in incidenti stradali, i quali avevano una palese responsabilità in base alle normative del Codice della strada, allo scopo di rilevare una correlazione fra il bioritmo di ognuno di questi soggetti ed il verificarsi dell’incidente stesso.

La casistica è stata ricavata dall’analisi dei dati in possesso di varie agenzie assicurative.

Nel nostro studio abbiamo voluto correlare le tre componenti Fisica, Emotiva ed Intellettiva in base alle varie fasi dei singoli cicli. Prendendo in esame ogni componente, abbiamo analizzato i profili positivi e negativi di questa, correlandoli ai profili delle altre due componenti, al momento del verificarsi dell’incidente.

Inoltre, abbiamo ricerca una correlazione tra le varie componenti e l’età del conducente al momento dell’incidente, suddividendo i casi in fasce d’età (dai 14 ai 20 aa., dai 21 ai 50, dai 51 ai 70).

Dall’analisi dei nostri dati risulta che, quando, al momento dell’incidente, la componente emotiva si trova in un profilo positivo (A-B), il trovarsi in condizioni positive di entrambe le altre componenti influisce solo per il 24%, mentre il trovarsi di una o entrambe le altre variabili in condizioni negative (C-D) influisce per il 71%: quando una o entrambi le altre componenti si trova al punto zero (E), si riscontra una incidenza del 4% sul totale dei casi considerati (Fig. 3).

Le percentuali sopra riportate variano se si considera la componente intellettiva in condizioni positive (A-B), nel modo seguente: 26%, 64%, 10% (Fig. 4). Per la componente fisica in A-B, le percentuali risultano rispettivamente: 24%, 58%, 18% (Fig. 5).

Quando la componente emotiva e/o intellettiva si trovano in condizioni negative (C-D), il fatto che le altre due variabili si trovino in condizioni positive (A-B) non influisce sul totale dei casi se non in minima parte (17%), mentre il fatto che una o entrambe le altre componenti si trovino in condizioni negative (C-D) influisce in modo molto evidente sul totale dei casi (rispettivamente 78% per l’emotiva e 77% per l’intellettiva): altresì, il trovarsi nel profilo E di una o entrambe le altre variabili influisce molto poco sul totale degli incidenti (dal 5 al 6%) (Figg. 6-7).

Per ciò che riguarda la componente fisica l’andamento non risulta così incisivo (Fig. 8).

L’analisi delle tre variabili del bioritmo in relazione all’età del conducente al momento del sinistro ha mostrato un evidente correlazione tra una sola componente in profilo negativo ed una determinata fascia di età.

Nel dettaglio abbiamo riscontrato una inequivocabile relazione tra la componente Emotiva e la fascia di età 14-20 anni; nel 64% dei casi esaminati, in cui la componente Emotiva si trovava in profilo negativo (C-D), almeno una delle altre due variabili era in condizioni negative (Fig. 9).

Analoghe correlazioni si riscontravano tra componente Fisica e fascia di età 21-50, nonché tra componente Intellettiva e fascia di età 51-70 anni. Rispettivamente nell’86% e nel 93% dei casi in cui tali componenti si trovavano in condizioni negative (C-D), almeno una delle altre due variabili era in profilo negativo (Figg. 10-11).

Per la determinazione computerizzata del bioritmo ci siamo avvalsi del programma di Bill McGinnis "Applications of Biorhythms in Business and Professional Life".

 

 

 

CONCLUSIONI

 

Dalla nostra analisi appare chiara la correlazione tra l’influenza che il ciclo biologico, articolato nelle componenti Emotiva, Fisica ed Intellettiva, in profilo negativo, esercita nel verificarsi dell’incidente stradale.

Pertanto i dati in nostro possesso ci hanno permesso di sostenere le seguenti conclusioni:

- quando una o due componenti del bioritmo si trovano in fase negativa esiste una reale possibilità del verificarsi dell’incidente stradale;
- le componenti Emotiva ed Intellettiva sono correlate inequivocabilmente al verificarsi dell’incidente stradale;
- in relazione all’età, si è riscontrato che le componenti negative correlate all’incidente stradale la componente Emotiva nella fascia di età dai 14 ai 20 anni, la componente Fisica dai 21 ai 50 anni, la componente Intellettiva dai 51 ai 70 anni.

Come già detto, particolari influenze ambientali e/o abitudini di vita individuali potrebbero agire variando in maniera rilevante la ritmicità delle funzioni corporee provocando, pertanto, una diversificazione del comportamento tale da incidere sulle normali occupazioni del soggetto quali, ad esempio, il condurre un’autovettura. Lo "stile di vita" condiziona soprattutto i soggetti più giovani che subiscono un’aggressione psicologica più rilevante rispetto ad altre fasce di età in relazione alle esperienze di vita, ai luoghi frequentati, ai massicci input derivanti dai mass-media.

Lo sport e quindi la condizione fisica è senz’altro un punto a favore dei più giovani, i quali sono certamente più interessati all’abuso di alcool ed all’uso di droghe: nei soggetti più anziani, invece, è necessario considerare la presenza di condizioni patologiche tali da ridurre le capacità reattive agli stimoli derivanti dall’ambiente.

Questa indagine, in futuro, potrebbe essere estesa allo studio di altre variabili, utili nell’analisi dei dati fin qui ricavati, tanto da rendere necessaria, come in altri paesi, quali il Giappone, la tipizzazione del bioritmo di un soggetto, a scopo lavorativo e/o assicurativo.

 

 

 

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