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LESIONI TRAUMATICHE DA INCIDENTE STRADALE CON E SENZA
SISTEMI DI RITENUTA E DI SICUREZZA: C. A.
Russo Frattasi, N. Vinassa (*).
A partire dagli anni ‘60 gli incidenti stradali e i morti e feriti ad essi collegati hanno continuato ad aumentare in valore assoluto ed a diminuire in valore relativo come dimostrato dalla tabella 1. Per valutare la progressione reale della "lesività della strada" in Italia, è stato elaborato l’indice Q che mette in rapporto il numero di automezzi circolanti e i morti e feriti della strada (tabella 11). L’analisi di questo studio permette di verificare una continua e progressiva riduzione percentuale della lesività della strada e come questa continui anche negli anni novanta a seguito degli interventi operati in campo di traumatologia preventiva, articolata in sicurezza attiva (come "non" fare avvenire gli incidenti) e sicurezza passiva (come limitare le conseguenze degli incidenti stradali sulle persone).
DISPOSlTIVI DI LEGGE
E’ opportuno ricordare come le norme CEE dispongono che le automobili vengano oggi prodotte e ottimizzate in campo prevenzione traumatologica solo per il trasporto di passeggeri che adottino i sistemi di ritenuta. Se i sistemi di ritenuta non vengono utilizzati le autovetture di cui disponiamo non sono quelle teoricamente più sicure possibili. La legge italiana ha introdotto l’obbligo di uso, per quanti sono trasportati in automobile, delle cinture di sicurezza per i sedili anteriori e posteriori (per le macchine su cui questi ultimi siano montati) e per i bambini di età fino a 4 anni. Allineandosi alle normative CEE le automobili vengono oggi prodotte con i poggiatesta montati di serie. Cinture di sicurezza e poggiatesta costituiscono il sistema di ritenuta integrato di base per garantire una ottima sicurezza passiva e la conseguente diminuzione delle lesioni da incidente stradale.
DINAMICA TRAUMATICA
Il danno da incidente stradale è conseguenza dell’urto del corpo delle persone trasportate in auto - che è fatto il 70% di acqua - contro le pareti circostanti che sono dure e rigide: il danno è maggiore se gli urti avvengono al di fuori dell’abitacolo. Prevenire questi urti è quanto si prefigge il sistema integrato di ritenuta. La quantificazione dell’uso dei sistemi obbligatori di ritenuta - considerando le. statistiche CEE degli incidenti stradali - permette di affermare che ogni anno, a legge rispettata, si verificherebbe: - una
diminuzione di circa 1.500 decessi (su 10.000) L’analisi di questi studi consente di affermare che l’uso dei sistemi di ritenuta - secondo l’obbligo di legge vigente in italia - consentirebbe di evitare ogni anno 1.500 morti; più di 100.000 feriti; più di 10.000 invalidi permanenti da incidente stradale.
COSTI
Il sistema AIS (Abreviated Injury Scale) consente di quantificare la gravità delle lesioni da incidente stradale (tabelle III e IV) e quindi di valutare l’ordine di grandezza del costo dei diversi tipi di lesione. Se ciò non avviene è colpa della sola trasgressione alla legge. Oltre a ciò è possibile affermare che l’uso dei sistemi di ritenuta consente - a parità di cinetica traumatica - una riduzione di gravità AIS di almeno uno o due punti, con la conseguente riduzione dei costi.
AIR BAG
L’air bag, progettato e realizzato come integrazione del sistema di ritenuta (figura 1) (cintura, poggiatesta) in Italia verrà invece usato al posto delle cinture e come unico - e improprio - "sistema di ritenuta". Lo studio di questo uso "atipico" è in elaborazione: una prima analisi dimostra l’insufficienza - in prevenzione traumatologica - dell’uso dell’air bag da solo (figura 2). L’air-bag può non essere in grado di evitare la proiezione contro il parabrezza dell’automobilista non cinturato.
PROSPETTIVE FUTURE
Già negli anni ‘80 l’Organizzazione Mondiale della Sanità pose come obiettivo la riduzione del 25% delle lesioni traumatiche da incidente stradale: questo perchè già allora era stata verificata la ampia possibilità di intervento su questa patogenesi traumatica.. Si può dire oggi che nei paesi occidentali la legislazione si sia adeguata alle normative CEE e anche l’Italia ha adottato le leggi relative all’uso dei sistemi di ritenuta. Tuttavia il non rispetto della legge (tabella V) non ha consentito in Italia di ottenere il grande risultato conseguibíle. è auspicabile che per ottenere un’efficace prevenzione traumatologica nell’ambito delle leggi vigenti vengano resi veramente obbligatori i sistemi di ritenuta da parte di quanti viaggiano in auto: cioè è possibile - come dimostrato dall’esperienza di tutti i paesi che ci hanno preceduto in questo campo - con controlli e con le sanzioni. E solo con questi. Infatti, in campo di prevenzione, cioè in campo di riduzione di pericoli non immediati e palpabili ma solo quantificati nel loro valore statistico (si sa "che" e "quanto"; non si sa "quando" né "a chi") conseguono il loro obiettivo solo in funzione dei controlli e delle sanzioni: questo è il vero ostacolo della prevenzione. Questo spiega perchè tutti gli interventi di questo tipo (ad esempio le vaccinazioni "obbligatorie") hanno dovuto seguire la strada dei controlli e delle sanzionì per ottenere e mantenere la loro efficacia.
CONCLUSIONI
La diminuzione della lesività traumatica della strada è costante e ciò è dovuto: 1) alla progressiva realizzazione ed uso di autovetture "sicure" e, all’interno di queste, 2) all’uso progressivo e all’applicazione dei sistemi di ritenuta e dei loro sviluppi e perfezionamenti (Tabella VI). Oggi in Italía siamo al di sotto della media europea per quanto riguarda la lesività della strada: tuttavia oggi l’uso dei sistemi di ritenuta è a livelli inaccettabili per mancanza di controlli e sanzioni. Di sola trasgressione oggi in Italia muoiono ogni anno 1.500 persone e 100.000 restano ferite. Dunque i controlli e le sanzioni devono fare sì che le leggi in vigore esplichino la loro efficacia pratica colpendo capiliarmente i trasgressori e creando un’educazione alla prevenzione dei traumi stradali di sicura e rapida efficacia.
BIBLIOGRAFIA
1) Russo Frattasi C.A.: Un gesto per non morire. Piccin Editore -Padova 1985. 2) Russo Frattasi C.A.: Non caso, ma imprudenza e negligenza. Per vivere sani. Padova: Piccin Editore, 1985: 997-1005. 3) Russo Frattasi C.A.: Trasporto sicuro del bambino in automobile. The practitioner, marzo 1989. 4) Russo Frattasi C.A.: La nuova legge per la sicurezza dei bambini in automobile. Il Medico d’Italia, marzo 1989. 5) Russo Frattasi C.A.: Il trasporto sicuro del bambino in automobile. La pediatria Medico Chirurgica 1989, II:329-32. 6) Russo Frattasi C.A.: Chi può dire: mi fanno male. Il polso, agosto 1989. 7) Russo Frattasi C.A.: Esenzioni dall’obbligo delle cinture di sicurezza. Piemonte Medico, ottobre 1989. 8) Russo Frattasi C.A.: Uno, nessuno, centomila ? Il polso, ottobre 1989. 9) Russo Frattasi C.A., e al: La traumatologia preventiva applicata alla sicurezza stradale - Gazzetta Medica Italiana Vol. 150 n.9 pag. 367-370, settembre 1991 10) Russo Frattasi C.A.: Come limitare le stragi sulle strade. Il Medico d’Italia - 10.03.1993 11) Russo Frattasi C.A., Bertone O.: Introduzione dell’air bag in Italia: proposte operative. Torino Medica - novembre 1993
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