Logo SOCITRAS medium

 

 

 

 

Homepage

Associazione

Congressi

Corsi

Gemellaggi

Documenti

News ed
eventi

Sicurezza
dei bambini

Link

Strumenti
di ricerca
sul web

 

 

 

 

LE LESIONI TRAUMATICHE DEL POLSO NEL PEDONE

G. Albo, R. De Felice (*).

(*) Istituto di Clinica Ortopedica e Traumatologica, Università di Roma "La Sapienza".


                                               


La nostra ricerca si è svolta in un arco di tempo di 6 mesi dal 1 gennaio al 1 luglio di quest’anno presso il nostro Pronto Soccorso Ortopedico.

In totale abbiamo potuto osservare 686 lesioni dell’apparato locomotore avvenute in corso di incidenti stradali.

Le lesioni al polso ed alla mano nei pedoni sono state 56, circa l’8% dei traumatizzati.

Solo in quattro casi ci si è presentata una lesione singola al polso, negli altri 52 casi vi erano lesioni associate a più distretti corporei in maggior parte all’arto inferiore.

Le lesioni più frequenti sono state di tipo lacero-contuse alle parti molli della mano.

Quindi fratture, articolari e non, dell’estremo distale di radio ed ulna (fig. 1).

Fratture delle ossa carpali in modo particolare lo scafoide.

Una frattura, non frequente da vedere, di un semilunare malacico associata ad una frattura non articolare dell’estremità distale di radio.

Ed ancora le lussazioni del carpo sia perilunari che transcafo perilunari.

La situazione più frequente di un incidente è stato l’attraversamento della strada al di fuori delle strisce pedonali.

 

Per quanto riguarda il meccanismo dell’incidente si è potuto rilevare che nei traumi a bassa velocità l’atteggiamento della mano poteva essere o di difesa contro il mezzo investente o di difesa nella caduta a terra, mentre nei traumi ad alta velocità non c’era un particolare atteggiamento della mano.

I mezzi diagnostici da noi usati sono stati principalmente gli esami radiografici non limitandoci alle proiezioni standard ma usando, sopratutto per le ossa carpali, le loro particolari proiezioni.

Per quanto riguarda i tessuti molli ci siamo serviti molto della ecotomografia, sia per il basso costo dell’esame che per la sua ripetibilità.

Abbiamo usato la TAC sia bi che tridimensionale rare volte e solo in particolari fratture per evidenziare il numero e la disposizione dei frammenti al fine di pianificare l’intervento.

Si è sempre preferito un trattamento, ove possibile, incruento o con sintesi di minima ( fili di Kirschner, chiodi di Rush ).

Ottimi risultati li abbiamo ottenuti nelle fratture di scafoide con l’uso dei chiodi di Galluccio che hanno il merito sia di mantenere fermi tra loro che di rivitalizzare i due poli dello scafoide.

Particolare attenzione bisogna porre alle limitazioni funzionali sia in flessione che in estensione del polso che possono essere indice di gravi lesioni anatomo-patologiche quali le lussazioni delle ossa del carpo.

La fig.2 mostra il quadro radiografico di una complessa lussazione del carpo: nell’antero posteriore ben evidente la frattura dello scafoide, nella latero laterale evidente la "c" vuota del semilunare per la sua lussazione. Abbiamo eseguito una riduzione incruenta e stabilizzazione con due K. tra capitato e semilunare. ( fig.3 ) Controllo clinico a distanza di 4 mesi con recupero quasi totale dell’articolarità del polso ( fig. 4 ).

La nostra opinione è che è impossibile una prevenzione sul pedone. Qualche cosa si può fare per migliorare la viabilità (pensiamo ad attraversamenti pedonali più frequenti e meglio illuminati).

Molto si può fare sulla educazione alla guida, e comunque per limitare il più possibile gli esiti di queste lesioni vi è la necessità di un chirurgo esperto in chirurgia della mano in ogni Pronto Soccorso in quanto l’errore diagnostico è sempre dietro l’angolo in particolare nelle lussazioni e nelle fratture instabili.

Diversi sono i casi che ci sono capitati di errori diagnostici dovuti sopratutto ad un superficiale controllo degli esami radiografici o ad uno scarso controllo del paziente nei giorni successivi al trattamento.

Eclatante il caso di questo paziente di 25 anni ( fig. 5 ) che avendo un trauma cranico non gli è stata diagnosticata la lussazione dorsale rispetto al carpo delle basi metacarpali della mano destra che appariva clinicamente edematosa e con ferite lacero-contuse. Dopo più di venti giorni è stata eseguita una TAC che mostrava chiaramente a livello delle superfici articolari carpo metacarpali la lussazione delle basi metacarpali. Hanno quindi eseguito un tentativo, in trentesima giornata, di riduzione e stabilizzazione; con questi risultati finali ( fig.6 ).

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

- ACI-ISTAT: "Statistica degli incidenti stradali" volume 34, edizione l87

- Costanzo A. "L’incidente della strada (analisi, prevenzione, soccorso)"
Atti III Convegno Nazionale dei Medici Italiani dei Trasporti. Pugno Chiuso 10-14 ottobre 1984.

- Letizia G. "Lesioni dell’apparato locomotore in traumatologia della strada"
Minerva Medica, Torino 1976.

- Costanzo A., De Angelis F. "L’ospedalizzazione del traumatizzato della strada. Rilievi clinico statistici. Costo sociale".
Atti III Congresso SOCITRAS, 189, 1988.

 

 

 

Affiliata

Logo SIOT

 

 

Patrocinio

Logo ACI

Partners

Logo SICUT

Logo SIMEU

 

 

 

 

 

 

 

 

Sito ottimizzato per IE 6, video 800x600  
La sede della SOC.I.TRA.S. è presso l'Istituto di Clinica Ortopedica dell'Università di Roma "La Sapienza",
Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma
C.F. 80457870584   P. IVA 05957171001

Per informazioni contattare la Segreteria: tel. (+39) 06/49982399;

Fax (+39) 06/49982553.

L' e-mail è