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LESIONI TRAUMATICHE DEL PEDONE INVESTITO E CONSEGUENTI SUGGERIMENTI PREVENTIVI.

C. Angelini, G. Giordano (*).
(*) Ospedale Civile di Vercelli - Divisione di Ortopedia e Traumatologia Ospedale S. Andrea. Servizio di Medicina Legale

 

                                              

 

INTRODUZIONE

 

Fra i normali utenti della strada il pedone è quello sprovvisto di alcuna difesa rispetto ad un eventuale incontro con un mezzo in movimento [ 2 ]

L’investimento che ne può derivare classicamente [ 1 ] è distinguibile in 5 fasi non necessariamente tutte presenti:

a) urto del veicolo contro l’individuo;
b) proiezione al suolo o abbattimento;
c) propulsione o accostamento;
d) arrotamento o sormontamento;
e) trascinamento.

 

Momento particolare dell’investimento è il caricamento nel quale il pedone viene caricato dalla vettura investitrice con effetto di duplice urto, sul parabrezza o addirittura sul tetto della stessa macchina, specie quando quest’ultima abbia il cofano basso e sia lanciata a forte velocità.

I complessi traumatologici che testimoniano questa modalità d’investimento interessano di solito le gambe, il tronco ed il capo e sono in rapporto con il succedersi degli urti che il soggetto subisce nel corso del caricamento.

Per ogni fase si possono verificare determinate lesioni corporee; complessivamente si assiste ad una grande varietà di lesioni traumatiche per le numerose variabili dell’investimento e la loro varia combinazione.

L’investimento dà origine in genere, come si può immaginare, ad un traumatismo grave, sovente mortale a breve o a lunga distanza, per l’oggettiva indifesa del pedone di fronte all’investitore protetto dal suo mezzo meccanico.

Scopo di questa breve comunicazione è quello di verificare quali siano le lesioni prodotte in pedoni investiti desunte dalla nostra personale osservazione al fine di proporre, per quanto possibile, dei suggerimenti preventivi secondo lo spirito della SOC.I.TRA.S.

 

 

 

MATERIALI E METODI

 

Dal 1 novembre 1994 al 30 ottobre 1995, un anno quindi, sono state controllate tutte le cartelle cliniche di pedoni investiti relative ai ricoveri presso il Servizio di Rianimazione e la Divisione di Ortopedia e Traumatologia nonché di alcuni pazienti osservati ambulatorialmente in quest’ultima divisione dell’Ospedale S. Andrea di Vercelli.

Inoltre si sono controllati i referti autoptici (di pedoni investiti) presso il Servizi odi Medicina Legale di Vercelli dell’Azienda II della Regione Piemonte.

Infine vengono raccolti i dati relativi ad un investimento di un corteo funebre nel lontano 1970 che rimane ancor oggi, per la sua drammaticità, impresso nella memoria nel personale sanitario, e non solo, dell’Ospedale di Vercelli.

Escludendo per ora quest’ultimo multiplo investimento di pedone vogliamo analizzare i singoli parametri che compongono questo particolare tipo di incidente stradale.

Numero: 44 pedoni investiti.
Sesso: 29 maschi (66%) e 15 femmine (34%).
Età: complessivamente inferiore ai 18 anni nel 12%, fra 18 e 60 anni 52%, oltre i 60 anni 36%; delle femmine con età inferiore ai 18 anni 7%, fra 18 e 60 anni 60%, oltre i 60 anni 33%; dei maschi con età inferiore ai 18 anni 14%, fra 18 e 60 anni 52%, oltre i 60 anni 34%.
Luogo dell’investimento: i pedoni investiti su strade urbane sono stati il 54%, su strade extraurbane il 25%, su autostrade l’11% con una incognita del 10%.
Modalità dell’investimento: l’attraversamento della strada è stata riferita nel 43%, sulle strisce pedonali nell’11% del totale; l’attraversamento di piazze, autostop, fermata sul ciglio della strada, in oratorio, riparando camion, sedendo sul marciapiede, fermata al passaggio a livello, soccorrendo feriti, aspettando pulmino, camminando lungo la strada, in stato di ubriachezza, passaggiando in isola pedonale (sic), salendo sul camion, spingendo la macchina sono gli altri modi in cui il pedone è stato investito in percentuale bassa e quindi occasionale.
Giorno dell’incidente: lunedì 13%, martedì 13,6%, mercoledì 13,6%, giovedì 10%, venerdì 18%, sabato 16%, domenica 16%.
Mese: gennaio 13,6%, febbraio 6,8%, marzo 11%, aprile 6,8%, maggio 20%, giugno 6,8%, luglio 11%, agosto 2%, settembre 2%, ottobre 4,5%, novembre 4,5%, dicembre 9%.
Ora: fra l’una e le due 4,5%; 3-4 9%; 7-8 2%; 8-9 4,5%; 9-10 4,5%; 10-11 11%; 11-12 4,5%; 13-14 9%; 15-16 4,5%; 16-17 2%, 17-18 7%; 18-19 13,6%; 19-20 16%; 20-21 4,5%; ? 2%.
Mezzo investitore: macchina 75%, moto 5%, camion 11%, ? 9%.
Sesso dell’investitore: machina 70% maschile, 5% femminile, ? 25%.
Lesioni riportate: traumatismo cranico (genericamente parlando) 38,6%, frattura gamba 31%, frattura femore 9%, fratture costali 27,2%, frattura bacino 11%, traumatismo addominale (genericamente parlando) 13,6%, decessi 20%.


 

 

CONSIDERAZIONI

 

Dai dati sopraccitati si possono fare alcune annotazioni circa ciascuna delle voci.

I pedoni investiti sono frequenti anche in provincia, i maschi più delle femmine.
Vi è un’alta frequenza dell’età compresa fra 18 e 60 anni: questo fatto può spiegarsi nel senso che questo periodo della vita è più lungo e l’individuo è nelle sue piene capacità intellettive e fisiche (salvo casi sporadici); la bassa frequenza dei minorenni sembra presupporre una maggior sorveglianza come riportato da alcuni autori [ 3 ].

Le strade della città sono ovviamente il luogo prediletto in quanto vi è maggior concentrazione di pedoni; ciò ci induce a stare molto attenti sia quando si cammina o quando guidiamo un mezzo locomotore in città; d’altro canto dei pedoni possono trovarsi improvvisamente lungo strade di campagna o in autostrada aumentando così la pericolosità e le conseguenze a causa dell’alta velocità del mezzo investitore.

Il pedone viene maggiormente investito attraversando la strada preferibilmente non sulle strisce evidenziando quindi una scarsa sua osservanza dell’educazione stradale ed una certa incolpevolezza dell’investitore. Sono presenti comunque tipi d’investimento allucinanti in un paese ritenuto civile. Al contrario di questi fenomeni intolleranti vi sono oggettive pericolosità, talvolta impreviste, in cui il pedone si espone. Per esempio ad un incrocio cittadino con semaforo il verde è per i pedoni e per gli automobilisti che devono svoltare: raccomandabile in questi casi una maggior attenzione e auspicabile un avanti solo per i pedoni o solo per le vetture.

Tutti i giorni della settimana sono a rischio, maggiormente il venerdì (è mercato) nella nostra zona.

Il mese più colpito è stato maggio, notoriamente mese trafficato; quelli estivi sono al contrario poco rappresentati perché la nostra gente è solita passare i mesi caldi lontano da casa.

Maggior frequenza d’investimento nelle ore serali fra le 18 e le 20, fra le 13 e le 14 ma i pedoni investiti fra le 3 e le 4 lasciano intravvedere che c’è un gran movimento dopo l’uscita dai locali di ritrovi notturni.

La macchina è il mezzo che colpisce più frequentemente il pedone ma anche i camion sono pericolosi; i motociclisti sembrano esserepiù attenti.
Le donne hanno maggior rispetto dei maschi verso il pedone.

La frattura di gamba è ovviamente una lesione di una certa gravità maggiormente frequente nel pedone investito; il capo è comunque ugualmente colpito con conseguenze facilmente immaginabili; colpisce la percentuale dei pedoni deceduti in seguito all’urto: 1 su 5 muore.

 

 

 

CONCLUSIONI

 

1) La localizzazione traumatica più frequente nel corpo umano in seguito ad investimento pedonale riguarda gli arti inferiori (Fig. 1).

2) Misure preventive dovrebbero sì riguardare un miglioramento del disegno della carrozzeria dell’autovettura [ 4 ] ma soprattutto la educazione stradale dei pedoni e degli investitori; auspicabile è la costruzione di passaggi separati fra veicoli e pedoni soprattutto in città per non osservare più investimenti di pedoni del tipo di cui si allude nell’introduzione; il 4.1.1970, domenica mattina, un corteo funebre venne falciato da un’auto: perirono 5 persone, 2 in p.r. ed altri 18 furono i feriti. Le lesioni furono sovrapponibili a quelle descritte nella recente indagine. Tutta la città di Vercelli si commosse ed il ricordo è tangibile nel personale sanitario del nostro ospedale che lavorò di seguito per giorni interi; la presenza di un ceppo commemorativo lungo la strada per Casale M.to è segno di quel triste giorno.

Si ringraziano per la collaborazione alla ricerca e all’interpretazione dei dati di questa indagine il Dr. M. Demichelis e la caposala della Rianimazione Valletta Rosaria, il Dr. P. Bertone del Servizio di Medicina Legale ed il Sig. Guiglia Franco della Direzione Sanitaria.

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

[ 1 ] Canuto G., Tovo S.: Medicina legale e delle assicurazioni.
Piccin Editore Padova, VII edizione, 1977, pag. 117-122.

[ 2 ] Costanzo A.: La gravità delle lesioni traumatiche del pedone (indagine clinico- statistica).
Atti del I Congresso della SOC.I.TRA.S. Stresa 1-3 ottobre 1986, pag. 17-26.

[ 3 ] Lapidus G., Braddock M., Banco L., Montenegro L., Hight D., Eanniello V.: Child pedestrian injury: a population-based collision and injury severity profile.
The journal of trauma, Vol. 31, 1991, pag. 1110-1114.

[ 4 ] States J.D.: The prevention of injury secondary to motor vehicle accidents.
Clinical orthopaedics and related research, Vol. 222, 1987, pag. 21-29.

 

 

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