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LA TRAUMATOLOGIA DELL’ARTO INFERIORE NEL PEDONE. O.
Moreschini, F. Margheritini, M. C. Giordano (*).
La notevole frequenza di traumi degli arti inferiori nella patologia da traffico ed in particolare nel trauma da investimento è stata più volte sottolineata da lavori e statistiche: uno studio presentato da Romanini, Becelli e Costanzo in occasione del congresso SIOT del 1973 basato sull’analisi di più di 48.000 lesioni traumatiche osservate in sette grosse strutture ospedaliere ed universitarie dell’Italia Centro-Meridionale, evidenziava come oltre il 44 % di tali casi era ascrivibile a traumi del traffico che erano responsabili a loro volta del 25-30% di lesioni fratturative dell’arto inferiore . L’aumento degli autoveicoli circolanti in questi ultimi venti anni se da una parte si è associato ad una riduzione del numero di incidenti e di morti ha però sempre mantenuto costantemente elevato il numero di feriti, contribuendo cosi al mantenimento di una percentuale di fratturati costantemente elevata (fig. 1). Nello scorso anno secondo dati Istat sono stati riscontrati oltre 15.000 investimenti con 917 morti e 16.902 feriti, dall’analisi dei dati ricavati da questo studio emerge che la fascie di età più frequentemente interessate sono quella dei ragazzi con età compresa tra 2-15 aa e gli over 65aa, che risultano i più facilmente investibili, per ragioni motorie e i più facilmente fratturabili, per motivi biomeccanici. Analizzando i veicoli coinvolti maggiormente negli investimenti notiamo come gli autoveicoli privati rappresentino la grande maggioranza (70 % circa dei casi),seguiti in ordine di frequenza dai veicoli a due ruote. Tralasciando quindi gli effetti dell’investimento di autocarri o altri tipi di veicoli, notiamo come il trauma da vetture a quattro o due ruote si manifesta attraverso un meccanismo diretto o indiretto che si articola nellle oramai ben conosciute sei fasi dell’investimento. Le lesioni dell’arto inferiore nel trauma da investimento sono le più frequenti patologie di interesse ortopedico, nelle varie casistiche nazionali ed internazionali infatti tale segmento osseo risulta interessato con frequenze variabili dal 26 ad oltre il 40 % della totalità delle sedi. Percentualmente sono maggiormente colpite la dialisi femorale e tibiale, in particolar modo quest’ultima nei bambini, mentre le lesioni del collo femore sono più frequenti nella popolazione anziana, in seguito all’abbattimento del pedone . Particolarmente interessante è un lavoro di Mangili del 1987 che evidenze le lesioini associate nel trauma da investimento da motociclo: su 676 casi rivisitati di investimenti da motoveicoli sono emersi i seguenti dati:
66,7 %
dei casi con lesioni agli arti inferiori,
Pur senza trovare accenno nel lavoro al trattamento, riteniamo sulla base della ns. esperienza che tali lesioni associate, cosi come le complicanze neurologiche, vascolari, infettive o compartimentali, possano influenzare il tipo di trattamento.
MATERIALE E MEDODI.
Abbiamo rivisitato i casi di investimento giunti alla nostra osservazione nell’arco di tempo compreso tra il 1. 1. 1994 ed il 30.8.1995 presso la II Cattedra d Clinica Ortopedica dell’Università di Roma "La Sapienza".
Trentacinque pazienti (20 di sesso maschile, 15 femminile), di età compresa tra
i 12 ed i 89 anni, con età media di 55aa.
La frequenza di interessamento osseo è stata la seguente:
RISULTATI
L’indicazione all’osteosintesi nei traumi da noi osservati è stata quasi sempre per una metodica endomidollare senza apertura del focolaio di frattura e quindi con un minimo trauma per i tessuti molli ed i tessuti ossei, laddove la lesione lo permetteva. Le fratture articolari del ginocchio sono state trattate con placche di sostegno, mentre le fratture mediali di collo femore, tipico esempio di lesione da abbattimento nell’anziano, con endoprotesi di anca. Nei casi da noi osservati di frattura esposta (5 a livello diafisario tibiale) abbiamo sempre optato per una sintesi con fissatore esterno monoassiale tipo Castaman. In uno di questi 5 casi è stato necessario reintervenire per una pseudoartrosi settica. In tutti i casi rivisti, ad eccezione del pz. sovramenzionato, i controlli a distanza minima di sei mesi hanno evidenziato una buona guarigione della frattura con buon rigenerato osseo, Nei casi con follow-up più lungo tale situazione clinico-radiografica è stata confermata dai successivi controlli a distanza.
CONCLUSIONI
Il trauma degli arti inferiori rappresenta la più comune complicanza di un investimento, con una frequenza particolare delle diafisi tibiale e femorale. Il trattamento risulta condizionato non solo dalla natura della frattura considerata, ma soprattutto dalle possibili complicanza locali e distrettuali, vascolari, neurologiche, infettive o fratturative che spesso accompagnano gli investimenti della strada. Cosi pur propendendo per una metodica di trattamento a cielo chiuso mediante osteosintesi endomidollare, riteniamo come la più ampia versatilità tecnica del chirurgo nel trattamento di tali fratture rappresenti la migliore garanzia per la riuscita del trattamento proposto,
BIBLIOGRAFIA
LANDIN
L. A., "Fracture patterns in children". LANE
P.L., MCCLAFFERTY K.J., NORWAK E.S. "Pedestrian in real world collisions"
LETIZIA G. "Le lesioni dell’apparato locomotore in traumatologia della strada"
MANGILI F., PAOLETTI R. "Lesioni agli arti inferiori in conseguenza di
investimento da motoveicolo"
ROMANINI L., BECELLI S., COSTANZO A. "Inchiesta-campione sul numero, tipo,
entità e cause delle lesioni traumatiche"
VESTRUP A.J., REID J.D.S. "A profile of urban adult pedestrian trauma"
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